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sezione calvizia

Terapia

Può avvenire a tre livelli diversi a seconda dell’età, del sesso, del grado di calvizie e di altri fattori.
1. Medica: le terapia più comune per l’alopecia androgenetica è il Minoxidil (2-5%) da solo o in associazione alla Finasteride (1 mg pro/die) da eseguire quotidianamente e sotto stretto controllo medico. Non parliamo qui delle altre terapie che vengono usate per patologie importanti (alopecia areata, alopecia universale, lupus etc.) che sono di pertinenza del dermatologo-tricologo e che meritano ampie analisi cliniche.

2. Biologica: si chiama PrP e si tratta di plasma arricchito di piastrine: è l’arma più recente messa a punto dalla medicina per contrastare la caduta dei capelli. E’ una applicazione di medicina rigenerativa, basata sulle proprietà dei fattori di crescita presenti nel nostro sangue, in particolare nelle piastrine (vedi figure). “Diversi studi hanno evidenziato che a livello del bulbo sono presenti cellule staminali dotate di recettori per i fattori di crescita. Il PrP è un’ottima fonte di fattori di crescita, si è pensato quindi di utilizzarlo per stimolare la ricrescita dei capelli . Negli Usa e in Brasile questo approccio è già utilizzato come terapia di sostegno nel trapianto di capelli, e risultati ottenuti finora sono incoraggianti: il PrP sembrerebbe favorire un irrobustimento dei capelli trapiantati. Un recente studio americano dimostra, inoltre, le potenzialità di questa strategia anche nel promuovere il rinvigorimento e la ricrescita dei capelli in pazienti con alopecia androgenetica”. Il PrP potrebbe così costituire una valida alternativa alle tradizionali terapie mediche, soprattutto nel caso dei giovani e delle donne, solitamente poco propensi a ricorrere ai farmaci classici, a causa dei possibili effetti indesiderati all’intervento. Tecnicamente, il nuovo trattamento è un’iniezione di PrP (entrambi prelevati dal paziente stesso), eseguita dopo aver stimolato il cuoio capelluto, con una specie di rullo munito di piccoli aghi. Viene così a formarsi un’abrasione locale in grado di favorire l’attivazione delle piastrine, primo elemento di riparazione per il nostro organismo.



3 Chirurgica: la tecnica chirurgica più moderna, ideata e messa a punto ormai da anni negli Stati Uniti, è l'autotrapianto microfollicolare, considerato come l'intervento estetico maschile più richiesto: viene prelevato il bulbo o il gruppetto di capelli che sono cresciuti insieme e il tessuto che li alimenta, in quanto in natura i capelli non crescono singolarmente ma sono raggruppati in particolari unità dette follicolari (U.F.), che contengono ciascuna uno-tre capelli assieme alle loro ghiandole annesse. L'autotrapianto è pertanto una tecnica di microchirurgia della calvizie che consiste nel prelievo di bulbi capilliferi dalla zona nucale ricca di capelli e nel trapianto di questi in parti che ne sono prive come la fronte e il vertice.

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Il notevolissimo successo di questa metodica si basa sulla scoperta di Orentreich della teoria della "donor dominance" del bulbo capillifero. Secondo questa teoria i capelli mantengono la "memoria" della zona donatrice, per cui una volta impiantati in altra zona, continuano a crescere allo stesso modo della loro provenienza originale, non essendo più sensibili all'azione ormonale.


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